Ricerca e selezione del personale in Italia


La selezione del personale è un’attività sistematica di confronto tra candidati all’assunzione e lavori da svolgere in azienda.

Il reclutamento del personale è la fase iniziale del processo di selezione attraverso la quale si raccoglie un certo numero di candidature, al fine di avere a disposizione un bacino di soggetti selezionabili già tendenzialmente rispondenti ai requisiti di base richiesti.

I metodi di reclutamento possono essere diversi: da quello interno a quello esterno, passando per il reclutamento istantaneo.
Il reclutamento esterno è caratterizzato in primo luogo da una serie di candidature spontanee, poi una serie di inserzioni su riviste, giornali o sul web ed infine le segnalazioni professionali, costituite generalmente da indicazioni fornite da 13 Il processo di selezione del personale: metodi e applicazioni persone già dipendenti dell’azienda o appartenenti ad aziende dello stesso settore.

Per ciò che concerne le ricerche di personale indirizzate ai giovani, l’azienda utilizza una serie di elenchi nominativi di diplomati, laureati, specialisti, master o iscritti agli albi professionali.
Infine l’azienda può anche decidere di rivolgersi a società di consulenza esterne o a freelances.

L’azione di reclutamento vuole dunque costituire il momento in cui si raccolgono possibili candidature utilizzando criteri operativi che derivano dall’analisi della posizione di lavoro e del profilo professionale.
Il modo di reclutare il personale dovrebbe essere conseguente ad una politica aziendale e ad una strategia di comunicazione ben precisa ma, nel contempo, dovrebbe con flessibilità adattarsi alle diverse figure professionali che vengono ricercate in quel preciso
momento temporale e in quella determinata area geografica.

La intermediazione fra domanda e offerta di lavoro consiste in un servizio (fornito da un ente pubblico o privato) offerto agli operatori del mercato del lavoro e finalizzato a favorire l’incontro tra domanda (costituita dai lavoratori) e offerta (costituita dai datori di lavoro).
In sostanza, il tema della mediazione si connette strettamente a quello del collocamento della manodopera.

Il divieto di intermediazione della manodopera ( L. n. 1369/60) nasce, storicamente, al fine di combattere il fenomeno del “caporalato”, attraverso cui si procedeva allo sfruttamento della manodopera, soprattutto in ambito agricolo ed edile.
La fattispecie dell’intermediazione di manodopera vietata dall’ordinamento si differenzia dall’appalto di opere e servizi in cui il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore nonché con ciascuno degli altri subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti (D.Lgs. n. 276/03).

A fronte del suddetto divieto, l’ordinamento ha previsto la possibilità di svolgimento dell’attività di intermediazione solo da specifici soggetti autorizzati iscritti in un apposito albo, istituito presso il Ministero del Lavoro.